Come ben saprete, austerità e recessione non sono termini che ben si collegano al mondo del lusso, della moda e dei beni prestigiosi più in generale. Soprattutto se il settore continua a macinare introiti, a far registrare numeri da capogiro in tutto il mondo, trainato in maniera significativa da quelli che vengono considerati come i mercati mondiali emergenti.

Lo dicono più ricerche, realizzate in ogni parte del globo e che confermano, tutte, come il comparto dei beni di lusso sia destinato ad avere lunga vita, grazie principalmente a Brasile, Russia, India e Cina, le grandi nazioni dalle quali giungono i “nuovi ricchi”, i personaggi facoltosi e disposti a spendere/spandere in beni prestigiosi, acquistandoli soprattutto in Europa, naturalmente Belpaese compreso.

Se le analisi di mercato dicono la loro, ancora più eloquenti sono i numeri che giungono dalle operazioni dei grandi marchi. La settimana scorsa Richemont, terzo gruppo mondiale e proprietario di Cartier e Jaeger-LeCoultre, ha annunciato un aumento del 24 percento nelle vendite nel trimestre Settembre – Dicembre: 2,62 miliardi di euro. E l’Asia - in prima linea Cina e Hong Kong - risulta essere l’area che ha venduto di più: un miliardo di euro in gioielli e orologi.

Non vi basta? La Burberry, ditta di abbigliamento britannica, ha fatto registrare vendite robuste nello stesso trimestre: più 21 percento (500 milioni di euro) in totale; più 36 percento in Europa.

E poi ci sono le previsioni degli analisti, ancor più rosee. Un recente rapporto di Bain&Company, in partnership con la Fondazione Altagamma (l’associazione commerciale italiana dei beni di lusso), ha già previsto un aumento della domanda globale del 10 percento, fino a raggiungere 160 miliardi di euro. Le quotazioni del mercato aumenteranno del 12 percento nelle Americhe, del 10 in Europa.

Se i consumatori europei stentano, al contrario i brand del Vecchio Continente dimostrano di saper fare conquiste in paesi come Cina, Brasile e Medio Oriente, capitalizzando sui nuovi ricchi. Qui gli acquisti sono aumentati del 27 percento in Cina nel 2010 e del 45 percento a Hong Kong e Macau. Louis Vuitton, Chanel, Gucci, Dior e Armani sono le cinque march preferite dagli acquirenti cinesi.

di Matteo Aldamonte


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